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FOCUS ON

 

L’utilizzo dell’Alta tecnologia in oculistica argomento della prima giornata del congresso nazionale SOI

Data: 25/11/2011
Fonte: http://www.sedesoi.com

Nella prima giornata del 91° congresso nazionale SOI si è parlato dell'utilizzo dell'alta tecnologia in oculistica e più specificatamente nella chirurgia della cataratta.

Quando si parla di chirurgia della cataratta
lo scenario che si delinea è complesso.
Da un lato, infatti, sono potenzialmente
disponibili tecnologie sempre più sofi sticate
ed effi caci e lenti “premium” in grado
di risolvere anche i problemi rifrattivi;
dall’altro ci sono i pazienti, sempre più
informati e desiderosi di poter fare delle
scelte consapevoli.
In mezzo, però, ci sono i LEA (Livelli Essenziali
di Assistenza), che non descrivono
adeguatamente la chirurgia della cataratta,
e un sistema sanitario nazionale che
non è in grado di sostenere i costi necessari
a garantire l’accesso alle tecnologie più
avanzate per tutti. Questi i temi dibattuti
ieri, in Sala Rossa 2, nel Simposio SOI “Utilizzo
dell’alta tecnologia in oculistica”.
Ne è emersa la necessità di una rifl essione
collegiale su quali siano le formule
assistenziali e sulla possibilità di una
compartecipazione alla spesa da parte del
paziente. “Per quanto riguarda la Regione
Sicilia questo sarà un passaggio obbligato
e necessario”, ha commentato Teresio
Avitabile. “Il costo della sanità è un problema”,
ha aggiunto Stefano Miglior, “non
possiamo andare avanti senza la compartecipazione
da parte del paziente. Dobbiamo
però essere sicuri che l’alta tecnologia
sia parimenti effi cace per tutti”. Anche
secondo Pasquale Troiano “la compartecipazione
è un destino ineluttabile, soprattutto
se parliamo di tecnologie avanzate.
L’applicazione di lenti premium richiede
un processo diverso dal passato e bisogna
distinguere tra cataratta e correzione del
difetto visivo”. Se l’effi cacia dell’intervento
di cataratta, infatti, è assicurata anche
senza l’utilizzo di lenti “premium”, queste
potrebbero consentire al paziente un ulteriore
benefi cio: quello di poter fare a meno
per sempre degli occhiali.
Se inteso come “obiettivo”, questo potrebbe
essere considerato dal paziente
“meritevole” di un suo contributo economico.
“Dobbiamo stare molto attenti alla
defi nizione di risultato in termini di visione
senza occhiali”, ha ammonito Leonardo
Mastropasqua, “perché questo ci espone a
problematiche di tipo legale”.
“Seppure con visioni diverse sulle possibili
soluzioni, questa problematica è sulle
spalle della nostra categoria”, ha ricordato
Piovella, “Abbiamo quindi il dovere di dare
il nostro contributo propositivo. Non dimentichiamoci,
al di là di ogni altra valutazione,
che dobbiamo colmare il gap tra l’Italia,
dove le tecnologie più avanzate sono
utilizzate solo nello 0,5% dei casi, e altri
Paesi dove questa percentuale raggiunge
anche l’11%”.

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